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“Morocco is the coldest of warm countries!” says Rashid sipping tea, seriously. “Everything here is contrast and does surprise. Then, a strong light enters somewhere, it impresses you inside and never leaves you”. The travel agency is now silent. I’m looking at the road and the queue of cars going to the new Marina. Year after year, the city rose and everything changed again. “Life is like football,” he continues, reading a bit  through my thoughts. “think and think again … it’s up to you to run! Even if it is difficult. When the ball stops, no problem! One brings it back to the pitch, the game goes on “. Rashid should be a philosopher, though his passport defines him “magician” and actually he is a travel agent. Instead I should stay here, turn myself into a stone, watching. (…)
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“Il Marocco è comunque il più freddo dei paesi caldi!” dice Rashid sorseggiando il tè, serio: “Tutto qua è contrasto e sorprende. Poi, alla fine, una luce forte entra da qualche parte, ti  impressiona, non se ne va più”. L’agenzia è ora in silenzio. Guardo la strada e la coda di auto verso la nuova Marina. Anno dopo anno, la città è salita e tutto è cambiato. “La vita è come il calcio” continua lui, leggendomi un po’ nel pensiero.“Il pallone gira e rigira… sei tu che devi correre! Anche se è difficile. Quando la palla si ferma, nessun problema! Si rilancia in campo, il gioco continua”. Rashid dovrebbe fare il filosofo, anche se il suo passaporto lo definisce magician e attualmente è un agente di viaggio. Io invece  dovrei rimanere qui: trasformarmi in sasso e stare a guardare.  (…)